Quanti conti corrente vi conviene avere

“Il decreto Legislativo 24 marzo 2011, n.49, in conformità al dettato della direttiva 2009/147CE, dispone l’applicazione di un limite massimo di rimborso per depositante pari a 100.000 euro”. In buona sostanza sappiamo che 100.000€ del nostro patrimonio saranno protetti dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi.
Vi svelo un segreto: sono tutte ca**ate!

Vi chiarisco subito il mio umilissimo punto di vista, in modo tale che lo abbiate ben presente nella lettura delle prossime righe. Vi ricordate quando Amato mise mano ai conti degli italiani? No? Era la notte tra il 9 e il 10 luglio 92 e venne fatto un prelievo forzoso del 6‰ in tutti i conti correnti italiani. Un prelievo a percentuale insomma; meno avevo sul conto, meno vi avrebbero prelevato. Ma tant’è, quella notte è passata e oggi mi si dice “non lo rifaranno mai”. Fino alla prossima volta. Ritengo funzioni in ugual modo con il prossimo default delle banche che vengono protette dai clienti poiché “Sono sul territorio da una vita”. Ma questa è un’altra storia.

Torniamo a risolvere i vostri problemi.

Quanti sono i conti che devo scegliere per i miei denari e perché?

Sappiate che ogni conto comporta delle spese. Anche i conti a “costo zero” hanno in realtà dei costi. Possono essere eventualmente costi per operazioni che noi non utilizziamo, ma ci sono. E dunque mantenere aperto un conto quando non lo usiamo più è di per sé una scelta dispendiosa. La prima regola è quella di chiudere. Less is more .

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I conti che usate solo per pagare i mutui possono essere accorpati. Se vi hanno detto che “non potete andarvene finché non avete finito di pagare”, ve lo dirò un’altra volta in tutta franchezza: vi hanno detto una ca**ata. Ed è un ottimo ulteriore motivo per chiudere un conto, la bugia. Oltre al fatto che quello strumento è pressoché inutilizzato. Trovate la soluzione in un conto dove avrete tutto quel che vi serve, gratuitamente e tagliato su misura per voi.

Tutto ciò che avete sul conto corrente è parte degli averi della banca, il deposito titoli (azioni, obbligazioni o strumenti finanziari) e i fondi sono invece strumenti di vostra proprietà che la banca vi tiene in custodia. Dovesse succedere qualcosa alla banca in cui avete un conto corrente, sarà più facile riavere i vostri strumenti finanziari che la vostra liquidità. Usate i pochi soldi che lasciate sul conto, in base alle vostre spese, e usate gli strumenti finanziari per gestire i vostri averi.

Non aprite un conto “alla ricerca di uno 0,5% in più, che se non avete la capitalizzazione di Apple vi pagate la Coca e le patatine” [cit. Frank Merenda]. Correte anche il rischio di farvi appioppare (questo è il termine corretto) la tal assicurazione o il prodotto finanziario che non è adeguato alle vostre esigenze.

Sappiate che non serve suddividere i vostri averi in parti da 100.000€ e aprire tanti conti quanti sono i mucchietti di soldi che avete fatto. Il famoso Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi vale forse – sottolineo forse – per le piccole banche. Ma vi immaginate, se dovesse fallire UNICREDIT, a quanti clienti dovrebbe ridare quei 100.000€?

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Il fondo è alimentato da tutte le banche, ma non può aiutare tutti

Finalmente ora siete consapevoli di quanto drammaticasia la situazione. Ma non si ferma qua. È infatti aggravata dal fattore bail-in, ovvero oggi quando una banca fallisce sono i suoi clienti e soci a doversene occupare e non più lo stato attraverso le tasse.

Siete quindi ancora disposti a non conoscere in quali condizioni gravi la vostra banca? Siete ancora disposti a lasciare a loro disposizione la vostra liquidità?

Se avete bisogno di una consulenza, resto a vostra disposizione.

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Dove si sta spostando la consulenza

Ognuno di voi si è fatto una propria opinione in merito alla consulenza finanziaria che deriva da una esperienza personale, da racconti di amici o da Google. E da questi punti di partenza avrete scoperto i vari tipi di consulenza.

Negli ultimi anni si sono sviluppate molto le reti di consulenti, vero dramma per le banche da un lato ma forte vantaggio per voi clienti dall’altro. Vi starete chiedendo perché? Beh, in prima battuta perché il promotore è in larga parte partita IVA, dunque ll Promotore resta indipendente dalla banca e ha il cliente come fine ultimo, e in secondo luogo perché la consulenza può essere davvero a 360° sul patrimonio che abbiamo in tutte le banche, quindi anche sui titoli che voglio lasciare fuori dal conto aperto presso il promotore.

Ma come fidarsi e in quale direzione di sta muovendo la consulenza?

Nel Regno Unito è nato l’obbligo di essere un consulente fee only, ovvero il cliente paga la consulenza del suo Advisor per avere sempre il migliore supporto possibile! L’Italia a breve arriverà lì.

In questo modo avrete supporto prima: è infatti possibile monitorate la situazione della composizione del vostro portafoglio fuori dalla banca e vedere così quanto siete in linea con i vostri obiettivi.

Potrete poi approfondire con il promotore le vostre personali esigenze. Avrete di fronte un professionista disposto ad ascoltarvi e dedicarvi del tempo, dote sempre più rara fra le fila delle banche o delle Poste.

Infine sarà possibile avere un monitoraggio costante dei propri investimenti, con una rendicontazione sempre disponibile. Questo sarà il maggiore vantaggio.

Già perché è facile correre mentre i mercati salgono. Ma è importante esserci e saper tirare il freno a mano quando i mercati scendono.

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Il risparmio intelligente

Oggi la società porta verso il consumismo estremo. Questo spinge ad amare cose che non si possiedono e si è spesso spinti ad acquistare attraverso piccoli prestiti che non richiedono grossi indebitamenti. Le stesse carte di credito permettono di fare acquisti seduta stante e rateizzarli poi per i mesi successivi. Ma è davvero questa la via corretta per acquistare una propria libertà finanziaria?

Proprio ieri parlavo di quanto gli italiani abbiano un rapporto difficile in merito alla educazione finanziaria dei propri figli (clicca qui per continuare a leggere). Diventa quindi scontato che le generazioni che stanno crescendo siano inconsapevoli anche delle più piccole basi di economia domestica. I principali motivi sono due: la materia a scuola non si insegna più ed i lavori precari non aiutano la stabilità.

Tuttavia gli iPhone e i Ginetti imperano fra i giovani

È chiaro che gli obiettivi sono cambiati, dalla generazione di 45enni in giù. Se un tempo si andava cercando la stabilità, oggi si è certi di vivere in costante mutamento, adeguati alle velocità degli stage o, se si è più intraprendenti, delle proprie imprese. Per questo è importantissimo avere, se i soldi non si mettono sotto il materasso, una scheda bancaria pulita, senza ritardi. E meno debiti farò, meno occasioni avrò di sbagliare.

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Dice Robin Sharma: “Le grandi conquiste richiedono grandi sacrifici”. Come fare allora per evitare di correre questo brutto rischio? La risposta è doppia come prima: si può fissare un proprio obiettivo all’inizio dell’anno e pianificare il percorso per raggiungerlo.

È importante sapere che nella finanza non ci sono limiti e che per aiutarvi nello svolgere questo annoso compito di pianificazione, se non lo avete mai fatto, potranno venirvi in soccorso varie applicazioni, come ad esempio MoneyMap. Verrete aiutati a tenere sotto controllo le spese, saprete finalmente dove finiscono i vostri soldi – macro categorie, geografia, addirittura in quali negozi – e a fissare un budget di risparmio.

Questo vi permetterà di avere risparmiato, sì faticando, ma per la conquista del vostro straordinario obiettivo! E soprattutto lo avrete fatto senza porvi problemi di interessi da pagare a tassi davvero troppo alti.

Se poi vorrete porvi obiettivi di lunga scadenza, sapete sempre che con una mail a ornella.pesenti@pfafineco.it la risposta sarà immediata!

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Perché è utile insegnare ai figli la piccola economia

L’altissima percentuale di giovani che resta in casa in Italia fra i 20/30 anni si attesta intorno al 70% e l’Italia è fanalino di coda europeo. Ecco allora qualche consiglio per fare capire il prima possibile ai vostri figli come preparare la rampa di lancio per il decollo nel mondo reale?

Gli adulti in Italia tendono a trattare mal volentieri l’argomento soldi di fronte ai giovani. Sapete quindi meglio di me, se siete genitori, quanto sia difficile insegnare ai figli il valore del denaro. Potete perciò dargli in mano dei soldi e sperare che capiscano autonomamente come risparmiare o educarli alla consapevolezza finanziaria.

Ma come farlo?

Il primo passo è un approccio concreto con il denaro. Fate comprendere ai vostri pargoli quanta fatica si fa per portare a casa i soldi che gli avete dato. Raggiungete con loro un accordo, dandogli un lavoretto che possa valere quella somma di denaro pattuita. I vostri figli dovranno così mettersi in gioco per conquistare la paghetta della settimana e capiranno il valore degli acquisti che vogliono fare.

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L’utilizzo di una carta ricaribile permetterà a voi di avere sempre sotto controllo le spese effettuate dai vostri piccoli, ma allo stesso tempo a loro di prendere confidenza con gli strumenti di pagamento.

Già dai 7/8 anni è importante, quando li portate con voi a fare la spesa, permettergli di capire il costo dei prodotti. Risulta infatti che i piccoli italiani abbiano poca consapevolezza del costo della vita, fattore che poi impedisce loro di sapersi organizzare una volta fuori dalle mura familiari. Semplicemente non sanno capire quanto potrebbe servire loro per arrivare a fine mese.

Infine, se attivate per loro degli investimenti, è buona cosa coinvolgerli se non nelle decisioni quanto meno nella comprensione degli strumenti. I perché delle scelte fatte, quanto viene investito, come, per quanto tempo.

Loro saranno i custodi del vostro futuro, insegnate loro ad essere uomini e donne responsabili e non vi tradiranno.

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Diversificare si, ma COSA?

Leggendo la rassegna stampa economica oggi, ho trovato vari articoli dedicati a prodotti finanziari dedicati a categorie di clientela specifiche. Mi soffermo con voi quindi ad una riflessione sulla diversificazione, che va fatta senza ombra di dubbio, ma in base ai vostri obiettivi!

Il lunedì molti dei quotidiani nazionali dedicano alcune pagine all’economia. Introducono la settimana, o raccontano di quella appena passata, e soprattutto lo fanno con un linguaggio chiaro, comprensibile per tutti. Così stamane ho trovato molti titoli e articoli che semplicemente introducevano fondi dedicati ad particolari tipi di clientela: giovani, donne, anziani, etc.

La domanda che mi pongo quindi, come anche in passato avevo scritto in merito ai fondi “rosa”, è

Cosa significa davvero diversificare?

Diversificazione finanziaria significa avere prodotti di natura eterogenea poiché i mercati si muovono ciclicamente, proteggendosi gli uni con gli altri: quando uno scende, gli altri salgono e la media dei vostri investimenti resta positiva.

Credits - Simon Cunningham

Credits – Simon Cunningham

Come mai allora i fondi vogliono diversificare la clientela?

Ognuno di voi ha obiettivi diversi e non possono essere i mercati a guidare le vostre scelte. Nessuno ha ancora la sfera di cristallo e per fare voi personalmente salire o scendere i mercati dovreste investire miliardi. Non dovete focalizzarvi quindi su una scelta dettata dai tassi o dalla quantità di denaro che potete investire, bensì sul tempo che avete a disposizione e gli obiettivi che volete raggiungere.

Il tempo e gli obiettivi sono le vere chiavi di volta sulle quali costruire i vostri investimenti, poiché ognuno di voi sarà diverso dal vostro collega, amico o vicino di casa. Ognuno avrà possibilità economiche differenti e sarà arduo replicare fedelmente le performance di qualcun altro.

Credits - Seth Capitulo

Credits – Seth Capitulo

Focalizzatevi quindi su voi stessi, sulle vostre esigenze da qui ai prossimi cinque/dieci anni e cercate di capire come realizzarle. Dovete badare solo a voi stessi o avete una famiglia, dei figli che hanno bisogno di obiettivi da raggiungere? Avete già un patrimonio da investire o dovete iniziare a costruirlo? Più domande vi farete, più troverete la strada adeguata per i vostri investimenti.

Sicuramente i grandi patrimoni aiutano, ma piano piano si possono raggiungere grandi risultati 🙂

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