Cosa succede a Cipro?

Se non vi foste mai interessati a Cipro ed alla sua geografia, la Repubblica di Cipro è divisa in due da una “linea verde”. Il 59% dell’isola che oggi sottostà alle regole dell’Unione Europea, quella  per intenderci che oggi sentiamo nominare su tutti i TG, quest’anno ha dovuto chiedere aiuto all’Europa per essere “salvata”.

Però l’Europa tentenna…

Asset Bancari Ciprioti in rapporto al PIL

Asset Bancari Ciprioti in rapporto al PIL

L’immagine qui sopra ci spiega come mai. L’Europa si trova ad aiutare una nazione che ha nelle sue banche sette volte ciò che produce in un annoE’ dunque ragionevole credere che quei soldi non siano dei cittadini Ciprioti, bensì vengano da altrove? La BCE permette di avere aiuti solo alle banche nazionali dotate di patrimonio netto positivo e che abbiano la possibilità di fornire denaro contante ai propri clienti. Secondo diversi osservatori, non tutte le banche cipriote si ritroverebbero con questa cartella clinica.

E se l’Europa salvasse il sistema bancario della Repubblica di Cipro aiuterebbe effettivamente gli isolani oppure finirebbe per buttare soldi in un salvadanaio alimentato da altri? La provenienza non chiara dei liquidi Ciprioti è il motivo per il quale non si vogliono utilizzare i soldi di tutti gli stati europei (in gergo: bail-out, salvataggio dall’esterno), ma piuttosto fare un prelievo forzoso di danaro dai conti correnti superiori ai 100.000 € salvaguardando chi ha un deposito inferiore ai 20.000€ (in gergo: bail-in, salvataggio dall’interno).

Pur tuttavia questa provenienza, rinomata per essere di origini Russe, inchioda la Repubblica di Cipro al muro, in quanto recentemente aveva ricevuto dal governo di Putin un congruo aiuto stimato intorno ai 3 miliardi di euro. Sarebbero disposti gli investitori Russi a perdere 5 miliardi del patrimonio per salvare le loro Cayman, consci che i servizi nei paradisi fiscali si pagano? La Russia ha risposto con un secco no, chiudendo anche i rubinetti sul rinnovo del prestito fatto a Nicosia un paio di anni fa.

Unica soluzione proposta (dalla Russia ovviamente)? Aprire la porta ad un eventuale accordo per mettere le mani sui giacimenti di gas trovati nell’isola di Cipro nel 2011. Conquistandola finanziariamente, la Russia diventerebbe padrona dell’isola, avendo così una base nel mediterraneo con insediamenti militari aerei e navali. In questo momento Cipro fa invece capo a Turchia, caposaldo NATO in medioriente, e Gran Bretagna.

Allora forse ci sarà spazio per un eventuale dialogo.

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Informazioni su Ornella Pesenti

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