What if…

In questi giorni si parla costantemente di Grecia, Euro e le conseguenze che porterebbe con sé la sua uscita dall’unione europea. La domanda che tutti ci poniamo è però la seguente:

e se fosse l’Italia ad uscire dall’Euro?

Ebbene ci sono un po’ di informazioni che potrebbero tornarvi utili per avere un quadro generale della situazione.

L’Euro e le nazioni che lo compongono non sono ormai più un porto sicuro per gli investitori da tempo (con porto sicuro intendo dire che assicurarsi contro il default dell’Italia costa tanto quanto quello della Libia). La Germania, che sembra guidare la cordata ed essere la più solida delle economie, sta però ogni giorno chiedendo sacrifici a nazioni già drammaticamente in crisi, dando l’ultima spinta verso il baratro della depressione a molti governi nonché sfaldando così l’unione politica (che ci chiediamo spesso se sia mai esistita).

In sostanza, abbiamo una EU politica che non vuole e non può trovare un collante finanziario, poiché le nazioni viaggiano a diverse velocità. Immaginate i singoli stati americani con delle loro banche centrali:

Lo stato di New York vorrebbe unirsi al Kentucky?

Si verrebbe, in caso di uscita dall’Euro, a creare un problema di svalutazione della moneta. Cioè dire: quanto potrebbe valere la “nuova lira”? Avremmo un cambio alle vecchie 1946,27 lire?

Qui di seguito vi allego un grafico molto interessante realizzato da Nomura:

Image

Come si evince dalle torri, l’Italia sconterebbe una perdita reale del 27% circa del potere d’acquisto! Se per chi esporta una lira debole potrebbe essere un vantaggio, nella quotidianità si vedrebbe schizzare alle stelle l’acquisto dei beni che dovremmo importare da fuori (che ne sarebbe, per esempio, del prezzo della benzina?).

In caso di mutui o prestiti la rata avrebbe un’impennata clamorosa, non tanto per il tasso che in questo esempio potremmo considerare fisso, quanto per la svalutazione: ci vorrebbero più soldi per pagare ciò che prima potevamo permetterci in euro. Inoltre il restante stipendio servirebbe per pagare beni di consumo che avrebbero un prezzo più alto. Conseguentemente i debitori incapaci di arrivare a fine mese sarebbero sempre di più, giorno dopo giorno.

E le banche, che oggi hanno nelle sofferenze (cioè i debiti che non rientrano) il loro maggiore problema, continuerebbero la loro drastica caduta!

Ciò che dobbiamo cercare di capire è:

Esiste un modo per restare fuori da una simile tragedia?

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Informazioni su Ornella Pesenti

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