Pubblicità e competenza

Scrivo oggi una breve riflessione su quanto riguarda la pubblicità della concorrenza. Non tanto per darvi un paragone migliorativo del prodotto che io ho da offrire, quanto invece per la “sincerità” del messaggio. Perché in un momento finanziariamente drammatico come quello che stiamo passando, l’informazione è necessaria quanto l’acqua nel deserto. Vi parlerò di due spot che nel dettaglio mi hanno veramente colpito; uno in modo estremamente positivo, l’altro… Trarrete voi le conclusioni!

Vado quindi ad esporre il primo caso, cioè lo spot che mi inorridisce ogni volta che passa sui media: l’assicurazione RC della compagnia AXA. Ora, le assicurazioni costano e se vivessimo in un mondo perfetto presumo ne faremmo tutti volentieri a meno! Tuttavia ci dobbiamo necessariamente rimettere ad un sistema dove tutti pagano poco per quei pochi che avranno bisogno di tanto. Non posso far credere al cliente che può risparmiare dei soldi scegliendo in solitaria ciò che lui ritiene più corretto inserire in una assicurazione! Non è professionale né tanto meno verrebbe utilizzata questa possibilità per decidere ciò che più ci serve.
Come posso sapere io cosa mi succederà domani?
Come posso ovviare ad una mancanza, una volta successo il fatto?
Una assicurazione è una forma di protezione, non di risparmio!

Sono invece molto fiera dello spot CheBanca! per il conto deposito. Il prodotto ce l’hanno ormai tutte le banche, un investimento di quelli sicuri (ne siamo certi?) che è diventato impossibile scegliere. Districarsi nella giungla degli interessi trimestrali/anticipati/posticipati e capire le tempistiche di liquidazione del prodotto con o senza perdita capitale è una vera impresa senza un aiuto consapevole. Nonostante la complessità tecnica che in spot viene molto limitata, trovo meravigliose le parole con cui il messaggio viene invece veicolato! È veramente il ragionamento che ogni cliente di banca dovrebbe fare con i suoi soldi, i suoi risparmi: dare un nome ai propri investimenti.
Oggi la domanda che dovremmo farci non è più quanto guadagnerò. Perfino la nazione non dà solide certezze di tenuta. Provate invece a chiedervi: “per cosa o per chi risparmio”? L’università del figlio, la vacanza da sogno, la casa, il tempo libero che avrò quando finirò di lavorare. Solo così un investimento si potrà considerare buono, solo così quei 100 euro che metto via ogni mese non saranno più un peso sulla mia economia familiare!

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Informazioni su Ornella Pesenti

Find me on 500px @opesent! Smart thinker, I see the world through my camera lens
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