Perché farti fregare dalla banca quando esiste il KIID?

Tutti i clienti hanno sempre guadagnato. Tutti i clienti fanno trading consapevolmente. Tutti i clienti sanno perfettamente come funziona un fondo e pianificano gli investimenti solo in linea con i loro questionari MIFID. Proprio per questi motivi vi riassumerò in un breve post come leggere le informazioni fondamentali per capire che fondi vi stanno offrendo.

Ogni fondo ha un nome che identifica la società che lo propone con le caratteristiche dei mercati sui quali opera (sarà un nome più o meno lungo) e un cognome (una sigla simile all’IBAN della vostra banca per intenderci; inizierà con IT se è italiano e sarà seguito da una serie di numeri). Allegato ad ogni fondo ci sono poi una serie infinita di documenti scritti in banchese che mai vi prendete il tempo di leggere, fidandovi di chi fino a pochi minuti prima fuori dalla porta magari denigravate.

Questi lunghi documenti sono sempre stati un punto a sfavore per la trasparenza nei confronti di voi clienti, così nel 2011 l’Unione Europea si è mossa per aggiungere due sole pagine chiare e trasparenti, chiamate KIID, che contengono tutte le informazioni necessarie a comprendere il tipo di fondo che stiamo andando a sottoscrivere.

KIID è un acronimo inglese che significa “Key Investor Information Document”. Tradotto in italiano abbiamo “Documento con le Informazioni Chiave per l’Investitore

Se in banca vi hanno proposto un fondo ed avete il codice ISIN, potete fare questo procedimento per trovare il documento da studiare:

Cerca in Google: lcodice ISIN + KIID

Chiarezza, semplicità e completezza sono le caratteristiche fondamentali sulle quali si basano queste due pagine. Sono aggiornate ogni anno sulla base di regole standard utili a fare paragoni anche fra valute diverse o diversi tipi di fondi.

Per mostrarvi come è composto un KIID, ho cercato il documento di un fondo a caso su Google, che vi allego alla fine del percorso. Ogni KIID è suddiviso in sei sezioni che vi inserisco prima di ogni spiegazione.

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1) Nella prima parte trovi il nome della società e del fondo, il codice ISIN, la classe di quote (quindi se ti rende una cedola o meno). Insomma una sorta di carta di identità del fondo.

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2) La seconda parte descrive i principali obiettivi del fondo e i tipi di investimento che la società andrà a fare nel corso dell’anno.
Perché tu cliente dovresti fare quel fondo? Per fare crescere i tuoi danari, per mantenerli tali? Inoltre, attraverso quali strumenti finanziari accade questa crescita o mantenimento e in quali aree geografiche o settori va ad investire? Riceverai una cedola sul tuo conto corrente o verrà reinvestita?
Questa sezione rispondere a tutte queste tue domande.

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3) La terza parte corrisponde al profilo di rischio, molto simile ad un termometro. È forse la novità più importante e quella che subito vi fa capire con che fondo state avendo a che fare. Indica il grado di rischiosità di un fondo, cioè quanto potreste perdere ma anche guadagnare con quello strumento.
Perché tengo sempre a sottolineare entrambi gli aspetti? Perché un alto rischio indica rendimenti alti e viceversa.

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4) La tabella delle spese. Importantissima! Quali sono i principali costi del fondo? È veramente tutto gratis? Quanto mi è stato scontato? Ma soprattutto… I costi aggiuntivi come le fee di performance, cioè quando il fondo va bene vi aggiungono qualche commissione. Da evitare come la peste.
Qui troverete tutti i costi. E scoprirete anche se il vostro Promotore o direttore o piattaforma online è stato magnanimo come sosteneva.

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5) “I risultati ottenuti nel passato non costituiscono garanzia di rendimenti futuri”, ma nella quinta sezione troviamo appunto un confronto con i dati chiusi nel tempo. Laddove è possibile fino a 10 anni prima. La sezione inoltre vi deve riportare se i costi applicati sono indicati nei rendimenti illustrati.

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6) Informazioni pratiche, cioè la carta di identità per contattare la società che vende il fondo, mail e indirizzo, in quale lingua scrivere, etc.

Tutto questo sia ben chiaro non vi basterà per diventare direttori di Banca né tanto meno Promotori Finanziari di voi stessi. Tutta via avrete una idea di come si muovono gli strumenti che state per acquistare.

E se nessuno ti ha mai detto tutto questo, io sono qui per aiutarti.

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Cosa sono le Blue Chips e in cosa si differenziano dalle altre azioni?

In questi giorni le BLUE CHIP italiane hanno presentato i bilanci a Piazza Affari. Ma cosa sono queste particolari aziende e perché è meglio puntare su di loro?

Che cosa significa Blue Chip?

Una Blue Chip (in questo caso nostrana, ma vengono chiamate anche nel resto del mondo società con le stesse caratteristiche) è una azienda italiana particolarmente importante, già quotata in Borsa. La società entra poi a fare parte della élite delle Blue Chip quando raggiunge, a livello di bilanci, una struttura ben consolidata e sana. Una Blue Chip vende in generale prodotti di alta qualità, con un mercato possibilmente mondiale o comunque molto ampio e stabile.

Perché il nome Blue Chip?

Come ripeto spesso, fare trading senza avere consapevolezza degli strumenti che si usano significa giocare. E proprio dal gioco del Poker deriva il nome di “Blue Chip”, che tipicamente avevano un valore più alto.

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Qual è dunque il valore aggiunto di una azione Blue Chip?

Innanzitutto sono scambiate da un numero altissimo di trader, dalla signora Maria che vuole comprare Luxottica perché ci lavora suo figlio al grande fondo, magari specializzato in Luxury. Per questo motivo sono anche meno volatili, cioè avranno meno sbalzi forti nel prezzo: se la mattina lo ho comprato a 100€, difficilmente la sera mi ritroverò con 70€ (ma anche con 130€ ricordatelo). Infine le Blue Chip, sempre perché molto scambiate, sono liquide, ciò significa che potremo sempre e agevolmente venderle o acquistarle. Potremo così ottenere facilmente il nostro denaro indietro in ogni momento (con il trading online parliamo di “immediatamente”).

Cosa accade oggi in Italia?

Oggi l’Italia delle Blue Chips sembra avere una marcia in più rispetto al resto della nazione. Non importa il settore che si va a prendere, gli utili rispetto all’anno precedente sembrano essere un proforma per fare balzare il titolo di qualche punto durante la giornata di consegna dei bilanci in Borsa.

Le 40 Blue Chips hanno per ¾ registrato  una performance positiva sul 2014, anche in ambito bancario. Segno che forse qualcosa, in Italia, si sta davvero muovendo.

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Il TAN e il TAEG. Cosa sono e qual è la differenza?

Negli spot o sulle pagine di giornale vi potrà capitare di trovare delle offerte di finanziamento molto allettanti, seguite a fondo pagina o a fine pubblicità da piccoli caratteri contenenti il reale costo dell’interesse. Sono l’uno il TAN e l’altro il TAEG. Cosa significano questi due acronimi e qual è la loro differenza?

Se state cercando di ottenere un finanziamento vi sarete già posti alcune domande sul tipo di prestito da richiedere: quanto è l’ammontare che volete vi venga finanziato, in quanto tempo e a che tipo di tasso. Il TAN, Tasso Annuo Nominale, e il TAEG, Tasso Annuo Effettivo Globale, sono due elementi fondamentali di un prestito perché legati all’interesse.

Ogni cliente ha una storia bancaria che gli permetterà, una volta fatta la richiesta presso l’Istituto di Credito prescelto, di avere accesso o meno al finanziamento.

IL TAN

Il Tasso Annuo Nominale è l’interesse puro applicato ad un finanziamento. Rappresenta quindi la somma in più che il cliente andrà a restituire all’istituto di credito che ha erogato il prestito alla fine dell’anno. Poiché tuttavia il TAN non viene pagato annualmente, il TAEG risulta superiore perché è l’interesse applicato ad ogni rata mensile.

IL TAEG

Il Tasso Annuo Effettivo Globale invece è un indicatore del costo globale del prestito, che comprende tutte le spese obbligatorie ai fini di apertura e pagamento del finanziamento. Il TAEG è utilissimo quando si tratta di comparare i mutui. Questo perché il tasso di interesse compreso delle spese può lievitare da una percentuale all’altra.

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Sei giovane finanziariamente e ti tirano le pietre [genitori, gli state tirando le pietre]

Il titolo è volutamente provocatorio. Se studiate avete altro a cui pensare; se siete stagisti fate fatica a terminare il mese; se siete lavoratori a tempo indeterminato vi sentite in una botte di ferro. Ma scorrete velocemente questo post, potrebbe tornarvi utile.

Ancora una volta l’Italia vuole ripartire puntando sulla muffa. Per intenderci, il governo Italiano ha dichiarato che dal primo di agosto

Nessun pensionato perderà un centesimo. Scriveremo una nuova norma rispetto al blocco dell’indicizzazione che restituirà in tasca a quattro milioni di italiani pensionati 500 euro a testa
[Cit. Matteo Renzi]

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Quattro milioni di concittadini con la pensione minima sono ovviamente una larghissima fetta di mercato elettorale. Una riforma scolastica che forgia menti pensanti è invece molto più complessa, include pochi elettori e ha costi operativi sicuramente superiori.

Tuttavia questo è un blog finanziario e vi starete chiedendo dove voglio arrivare parlando di politica. Ebbene, voglio suggerirvi un regalo. Fatevi fare un regalo dai parenti che più preferite.

Ragazzi attivatevi oggi per avere una pensione complementare domani.

Fate una prova, per un mese, a mantenere un diario Finanziario. Vi accorgerete di quanti sono i soldi spesi inutilmente rispetto alle vostre entrate. Provate anche se le uniche entrate sono i soldi di papà e mamma, sarà istruttivo. Capirete che 50€/mese non sono poi così tanti e che forse lo sforzo fatto potrà dare i suoi frutti nel momento del bisogno.

Provate a pensare al futuro, anche se vi vedete lontani dall’Italia!

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Se scegli il Promotore, che problemi risolvi?

L’Italia tutta si sta pian piano svegliando. Ci stiamo accorgendo che risparmiare per il mero gusto di farlo non basta più poiché tenere liquidità sul conto non è sicuro e lo Stato potrebbe infilarci davvero le mani nel portafoglio. È arrivato il momento per ognuno di voi di guardare come vi siete finanziariamente comportati fino a ieri nello specchietto retrovisore. Poi decidere: potete restare parcheggiati dove siete o muovervi verso nuovi orizzonti.

Come dice il mio Amministratore Delegato Alessandro Foti,

“stiamo andando incontro a due trend molto forti e secolari che si stanno sviluppando nel nostro Paese. Il primo è il cambio profondo e strutturale del modo in cui gli italiani gestiscono i loro risparmi, verso la ricerca di maggiore consulenza, e il secondo è il rapido e progressivo processo di digitalizzazione della nostra società”

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Fineco, la società con la quale offro un servizio di consulenza ai miei clienti, potrebbe benissimo vivere senza di me e i miei colleghi. La rivoluzione digitale che ci sta travolgendo, come ripeto spesso, permette a voi clienti di fare letteralmente tutto in autonomia. La società potrebbe risparmiare milioni di euro e staccare ai soci cedole azionarie molto più alte.

Eppure il professionista è ancora una parte fondamentale del sistema.

Quando i mercati salgono o scendono, se non avete qualcuno accanto che vi ricorda i vostri veri obiettivi – concreti e reali – vi farete fuorviare dal guadagno virtuale (“aspettiamo ancora un po’ a portare a casa” e poi crolla), dalla paura (“vendiamo tutto non risalirà mai più”) o semplicemente dalla non conoscenza della materia.

La differenza che un Robot Advisor (cioè un sito che crea per voi un investimento in base alle vostre risposte; a proposito, quante volte avete mentito al vostro Direttore di Banca?) o un Professionista pone nei confronti di un cliente è l’attenzione ai piccoli dettagli. È l’approfondimento sulle nuove leggi, verso le nuove tecnologie, la tassazione, le risposte immediate. Non deve essere necessariamente un valore aggiuntivo.

Un Promotore non è per tutti, ma chi ne ha uno si accorge della differenza.

Anche il Promotore usa nuovi strumenti per creare soluzioni finanziarie intelligenti che risolvono i problemi dei clienti e oggi seguire tutti i mercati è diventato un lavoro che ha bisogno di qualcuno alle spalle del singolo professionista, che richiede necessariamente la tecnologia. Tuttavia l’interazione fra esseri umani deve essere migliorativa in ambito professionale, quotidiana e costante.

Come la pianificazione finanziaria😉

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