I fondi che possiedo sono di qualità?

Inizio l’articolo con una premessa, che specifico per chi arriva per la prima volta qui oggi: io personalmente ritengo che possedere fondi permette di ridurre sensibilmente le oscillazioni dei mercati. Corro sì nei momenti di rialzo, ma contengo quelli che sono i momenti imprevedibili di ribasso, spesso profondi e importanti.

In finanza avremo X fondi che lavorano sullo stesso tipo di mercato (energia, farmaceutico, obbligazioni, cibo, etc) così come entrando al supermercato troveremo X marche diverse di spaghetti: stesso prodotto, eppure “quella è la migliore e non scuoce mai”. Allora ecco che

Morningstar, società leader nella fornitura di ricerche finanziarie indipendenti,

ci viene in aiuto facendone una banale classificazione tramite stelline – che in realtà tanto banale non è e tra poco capiremo anche perché.

Se per esempio entriamo in una piattaforma per comprare un fondo obbligazionario il risultato che avremo è il seguente:

Ricerca Fondi Obbligazionari

Un risultato quindi di 1556 fondi che investono tutti sullo stesso settore. Se quindi me ne viene proposto uno in banca, in base a quale criterio posso decidere se sia il fondo più adatto alle mie esigenze?

Innanzi tutto chiedendo, al professionista al quale mi interfaccio piuttosto che alla piattaforma stessa, l’ISIN del fondo che mi hanno proposto e cercandolo proprio nel sito di Morningstar. Questo mi permetterà di capire i pregi del fondo e se eventualmente ne posso acquistare uno che investe sullo stesso mercato, ma di maggiore qualità.

La motivazione? Ve la spiego in una infografica!

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Hai capito Mario Draghi! (2)

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Mario Draghi, oltre ad aver apposto la sua importantissima firma sulle banconote di nuova fattura, si è mosso per il redesign del nuovo taglio da Cinque Euro!

Che ne dite?
Vi è già capitato fra le mani?

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Gli strumenti di pagamento

Quando apriamo un conto corrente, che sia online o di una banca classica, ci vengono dati degli strumenti di pagamento per poter usufruire dei nostri soldi. Oggi vorrei vedere con voi quelle che sono

le carte: di credito, di debito e prepagate.

Carte di Credito, Carte di Debito e Carte Ricaricabili

Carte di Credito, Carte di Debito e Carte Ricaricabili

  1. Quella che tutti conosciamo è la carta di debito, il primo legame con il nostro istituto, detto anche Bancomat. Di semplice utilizzo e comprensione, è anche quella con il costo inferiore, poiché alla banca richiede una gestione più banale. Il bancomat permette una spesa massima pre-concordata (detta plafond) che fisicamente deve essere presente sul conto corrente. Gli addebiti infatti avvengono immediatamente. Se non ho soldi sul  conto, il Bancomat non funzionerà!
  2. In secondo luogo abbiamo la Carta di Credito. Il primo approccio deve essere fatto con cautela. Già perché gli addebiti non avvengono istantaneamente. Dunque ci si potrebbe trovare in una situazione in cui vengono a mancare i fondi necessari a coprire tutte le spese se non si è prestata l’attenzione necessaria. Proprio per questo motivo, e perché spesso c’è chi froda volutamente gli istituti, la carta di credito ha una quota annua più alta ed è più difficile da avere, costando molto alle banche in recupero crediti. Inoltre prelevare con la carta di credito non è così economico come si pensa. Spesso infatti i circuiti delle carte di credito applicano una commissione di “anticipo di contante”, quindi una percentuale, su quello che si è prelevato. Completo con una piccola differenza che non sempre è conosciuta:
      1. Pagamento a Saldo: tutte le spese fatte vengono pagate in un’unica soluzione il giorno concordato in contratto il mese successivo.
      2. Pagamento Revolving: tutte le spese fatte possono essere rateizzate in un piccolo finanziamento, pagando un interesse come già specificato nel contratto.
  3. Infine abbiamo la Carta Prepagata o Ricaricabile. Un mix virtuale tra Carta di Credito e Debito, la Prepagata permette di effettuare una ricarica direttamente dal nostro conto corrente con il quantitativo di danaro che vogliamo utilizzare. Una volta finita la ricarica, la carta necessiterà di un ulteriore accredito da parte nostra. Le banche utilizzano due scuole di pensiero:
      1. Canone annuo, ma ricariche gratuite;
      2. Carta gratuita, ma ricariche a pagamento.
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Draghi taglia i tassi: cosa cambia per noi?

Giovedì 4 Maggio Mario Draghi, Presidente della BCE, ha nuovamente tagliato i tassi del denaro. Ciò che viene fatto a livello macro-economico avrà una conseguenza anche a livello familiare. Andiamo quindi a vedere dove impatta sul risparmiatore una scelta di questo tipo.

Tassi BCE allo 0,50% - Il Sole 24 Ore ®

Tassi BCE allo 0,50% – Il Sole 24 Ore ®

  1. Mutuo
    La situazione è già ai minimi da tempo e addirittura questo taglio vedrà diminuire ancor di più l’interesse della rata ormai ridotta all’osso. Chi ha sottoscritto un mutuo a rata variabile ha fatto la scelta giusta, poiché le attese vedono l’Euribor restare in questa condizione almeno fino al 2017.
  2. BoT
    Il rovescio della medaglia. Abbassando i tassi ci rimette chi decide di investire a breve termine poiché si ritrova con un tasso praticamente nullo; l’ultima emissione ad esempio ha dato uno 0,92% di interesse lordo!
  3. Conto Deposito
    I conti deposito generano un tasso molto più alto di ciò che percepiamo sul conto corrente. Questo perché vincoliamo il nostro danaro per un lasso di tempo tendenzialmente definito breve e non superiore all’anno. Possiamo avere questo tasso perché le banche a loro volta vincolano i soldi su strumenti quali ad esempio i BoT. Se questi danno interessi sempre più bassi, anche i conti deposito lo faranno.
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Cosa porta il nuovo governo al piccolo risparmiatore?

A due settimane da un articolo sui BTP in cui mi dichiaravo ufficiosamente in ferie, oggi finalmente è il primo giorno di apertura borsistica nella quale anche l’Italia è a tutti gli effetti una nazione con Governo e Presidente annesso. Ora, che ci piaccia o no questa formazione, qui di numeri parlo e di numeri continuerò a parlare. E come mio solito apro con una domanda:

Ma cosa è cambiato per i risparmiatori rispetto a ieri?

Guardando banalmente la borsa italiana, bisogna ammettere che il primo giorno di Letta e della sua squadra pare avere dato euforia al nostro mercato. Checché se ne dica dunque, gli investitori (anche i più piccoli, non diciamoci bugie!) hanno bisogno di una stabilità di governo per credere nella nostra madre patria.

FTSE MIB in data 29 aprile 2013

FTSE MIB in data 29 aprile 2013

Non solo come possiamo notare dalla schermata la variazione è di un paio di punti in una sola giornata, ma la prima vendita di BTP del governo Letta ha dato risultati forse inaspettati. Dico questo perché i tassi delle obbligazioni a 5 e 10 anni venduti oggi sono in forte discesa; al punto da avere toccato i minimi raggiunti in data 2010.

Tabella composta dal Sole 24 Ore che compara l'Italia del 2010 all'Italia di oggi

Tabella composta dal Sole 24 Ore che compara l’Italia del 2010 all’Italia di oggi

Concretamente quindi cosa succede alle obbligazioni comprate poco tempo fa?

Il prezzo delle obbligazioni è legato all’andamento dei tassi. Per intenderci, quando leggiamo di una nuova obbligazione emessa con un tasso di interesse più basso, rispetto a quella che noi possediamo, significa che abbiamo in tasca qualcosa che ha un valore maggiore, rispetto a chi compra le stesse obbligazioni oggi con un tasso inferiore.

Stiamo attenti quindi ad approcciare con superficialità il mercato obbligazionario pensando che “tanto il mio capitale è garantito”, poiché richiede informazioni anche di tipo sociale e politico. Qualche settimana fa per timore il novello risparmiatore preoccupato da TG e slogan preoccupanti avrebbe atteso una situazione più stabile; gli squali di borsa invece, proprio perché consapevoli delle migliorie a breve, avrebbero investito per rivendere subito in una decina di giorni le obbligazioni con un lauto margine di guadagno!

In 7 giorni, se rivenduto, avrebbe dato un guadagno dell'1,13%!

In pochi giorni, se rivenduto, avrebbe dato un guadagno dell’1,13%!

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Come chiudere un conto corrente

Nella mia carriera lavorativa ho fatto parte di due banche con numeri molto alti di clienti. Oggi sono convinta non sia più l’Istituto di Credito al quale ci affidiamo che faccia la differenza, bensì la persona che ci segue. Detto ciò, scrivo questo articolo per un motivo importante: ognuno deve avere la libertà di decidere sempre di tutto, e così anche di andarsene.

Ciò che andrete a leggere vuole semplicemente essere una piccola guida per chiudere un conto corrente senza fretta, che è spesso cattiva consigliera.

  1. Iniziamo con l’aprire il conto corrente nella banca di cui vogliamo diventare clienti, paragonandolo opportunamente numeri alla mano al nostro vecchio conto. Nello specifico sto parlando di confrontare gli Indicatori Sintetici di Costo (in gergo ISC). Se avete il nome del vostro conto corrente di partenza, trovate l’ISC facilmente con una semplice ricerca su Google. Provate per scoprire quali sorprese vi riserva la vostra banca ogni fine anno!
    Qui un esempio:

    Come cercare i PDF degli Indicatori Sintetici di Costo? "Banca+ISC Nome Conto+PDF" in Google!

    Come cercare i PDF degli Indicatori Sintetici di Costo?
    “Banca+ISC Nome Conto+PDF” in Google!


  2. Chiediamo solo ed esclusivamente i servizi di cui abbiamo bisogno. È tutto gratis? Benissimo, ma è veramente necessario per l’utilizzo che facciamo della banca? Si rischia in un secondo tempo di avere problemi con degli strumenti che non ci sono noti.

  3. Nel momento in cui il nostro nuovo conto è finalmente attivo muoviamoci da soli per quanto possibile nello spostamento delle RID. Oggi sono spesso trasferibili on-line nelle sezioni fai da te. Questo ci permette di snellire molto lo spostamento di quelle poche RID più rognose (mutui o finanziamenti) nelle quali invece sarà utile far intervenire qualcuno che ha più dimestichezza.
    Lasciamo sempre sul vecchio conto i fondi necessari al pagamento delle stesse, nel passaggio fra una banca e l’altra perché i tempi tecnici richiedono anche 2 mesi per il passaggio.

  4. Finito il passaggio delle RID, dismettiamo gli strumenti di pagamento del vecchio conto ed iniziamo con gli strumenti che la nuova banca ci ha consegnato. Potremo così concludere l’utilizzo del vecchio conto nello stesso periodo in cui ci siamo accertati del passaggio di tutte le RID.

    Insisto molto che tutto sia già passato sulla nuova banca perché può capitare che l’istituto da cui proveniamo, in caso chiediamo la chiusura del conto, blocchi le RID ancora attive ma in fase di passaggio solo per mettere i bastoni fra le ruote e nonostante ci siano ancora fondi disponibili sul nostro conto!

  5. Se e solo se il nostro conto è finalmente privo di operatività e con un saldo positivo – comunque non superiore ai 200€, mandiamo una raccomandata A/R alla sede della banca. La chiusura del conto dovrà avvenire entro e non oltre 60 giorni come da decreto legge del 4 luglio 2006 n° 223, comma terzo, senza penalità e spese di chiusura. Ciò che è rimasto sul conto ci verrà bonificato sul nuovo IBAN indicato.
    Le spese che eventualmente potrete pagare sarà un canone annuo suddiviso in 365imi moltiplicato il numero di giorni in cui avete usufruito dei servizi, il bollo del trimestre in corso e simili spese che già pagavate precedentemente. Controllate, ma non vi allarmate!

Per situazioni specifiche, magari più elaborate che includono dossier titoli da spostare o fondi da chiudere, sono disponibile a seguirvi personalmente.

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Ieri e oggi BTP DAY! (io vado in vacanza)

Il titolo è volutamente provocatorio. Visto il lavoro che faccio dovrei, come ogni banca che si rispetti (le rispettate ancora le vostre banche?), aver alzato il telefono per una intera settimana ed aver inviato ieri mattina una quantità industriale di ordini per i BTP.

Ma sono veramente in sicurezza i vostri risparmi con una e una sola obbligazione?

Cerchiamo di capire insieme cosa può essere pericoloso e quali dinamiche non ci sono chiare (spesso, non ci sono semplicemente mai state spiegate).

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Quello che ho inserito qui sopra è il grafico di un qualsiasi BTP, cioè un Buono del Tesoro Poliennale, nello specifico quello emesso il 18 ottobre dello scorso anno. Troviamo tutte le informazioni di cui abbiamo bisogno! Prima fra tutte, il mito da sfatare:

Se compro le obbligazioni, ho sempre i soldi in sicurezza e a disposizione!

Come potete ben vedere dalla montagna russa in grafico non è assolutamente vero. Tutte le obbligazioni hanno un loro mercato, MOT - Mercato telematico delle obbligazioni e dei titoli di stato, dove si vendono e comprano obbligazioni e dove le stesse subiscono delle oscillazioni a seconda dei momenti socio-culturali (aggiungiamo anche politici nel nostro caso!) che lo stato sta vivendo.

Fattore non indifferente, la vendita nel caso siano uscite altre obbligazioni. Poniamo che i nostri BTP abbiano guadagnato (vedi grafico) ed avessimo bisogno proprio di quel denaro che abbiamo bloccato nei BTP. Chi sarà disposto a comprare ad un prezzo più alto qualcosa che oggi è sul mercato ad un prezzo inferiore? Il BTP DAY mette in circolazione infatti obbligazioni che valgono 100; se la mia vale 101, cosa dovrebbe spingere qualcuno ad acquistarla? Voi stessi la comprereste?

Ultimo, ma non per questo meno importante, anzi oserei dire di vitale importanza: pochissimo tempo fa in Grecia è stata fatta una azione nei confronti dei possessori di obbligazioni per ridurre il debito dello stato. Chi possedeva obbligazioni greche, fatto 100 il valore dell’obbligazione si trovava con un drastico ed irreversibile quanto obbligato taglio del valore a 25.

Esempio: Ho investito la liquidazione della pensione in BTP, sono sicuri e ho il capitale garantito!

50.000€ – 75% = 12.000€

Ebbene l’Italia aderisce, per sicurezza e per poter essere salvata in caso di default, al Meccanismo Europeo di Stabilità. Ciò comporta che tutte le emissioni di obbligazioni dal 1° Gennaio 2013 in avanti potranno subire un haircut, cioè quello che nel paragrafo precedente ho cercato, in modo semplice ma conciso, di spiegare.

Ancora: sono veramente in sicurezza i nostri risparmi con una e una sola obbligazione?

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